Friday, October 16, 2009

Alcune mie risposte a domande fatte all'esame orale per guida di Roma


Monterano (1.084 ettari - 1988)

Flora: Tra le suggestive rovine dell'antica Monterano, su uno sperone di tufo delimitato dai due corsi d'acqua, una rigogliosa vegetazione a bagolaro, leccio, caprifico, carpino e sambuco evoca paesaggi esotici mentre le pareti a strapiombo delle forre sono coperte, nei versanti ben esposti, da una formazione vegetazionale mediterranea. Un denso strato di muschi, felci tra le quali la rara felce florida e ciclamini, riveste i versanti in ombra. I boschi sono costituiti prevalentemente da querce decidue come il cerro e la roverella, dall'ontano, dal pioppo, dall'acero di monte, dal nocciolo, dal carpino bianco e dal non comune agrifoglio. Di grande importanza alcuni monumenti naturali arborei quali le querce della Lega, due esemplari vetusti di circa 400 anni. Fauna: Fra i mammiferi la martora, il tasso, l'istrice, numerosi cinghiali: questi ultimi, spesso di razza ungherese, sono il motivo per un'intensa attività di bracconaggio all'interno dell'area protetta e nelle riserve venatorie private ad essa vicine. Ricco l'elenco dei rapaci che comprende il lanario, la poiana, il biancone, il nibbio reale, il nibbio bruno, il gheppio, l'albanella minore e, come presenza ormai del tutto occasionale, il capovaccaio. Numerosi i rapaci notturni che nidificano nei vecchi tronchi o tra le rovine: tra essi il gufo comune, il barbagianni, l'allocco e la civetta. Tra i rettili presenti la testuggine comune, il biacco, il colubro d'Esculapio e la luscengola

Canale Monterano

378m (1240f), 3.400 ab. Centro agricolo feudo prima degli Orsini e poi degli Altieri

Chiesa

Mattia De Rossi forse su disegno di Bernini

Monterano

Già spopolato per la malaria nel 1700 e definitivamente abbandonato nel 1799 per il bombardamento delle truppe francesi. I sopravvissuti si trasferirono nel vicino Canale Monterano. Rovine del Palazzo Baronale e della Chiesa di S. Bonaventura di Mattia De Rossi su disegno di Gian Lorenzo Bernini (1598/1680). Resti di acquedotto. E' il centro della RISERVA NATURALE DI MONTERANO istituita nel 1988 che tutela 1.100 ettari (2.718 acri) di boschi, valli fluviali e pascoli

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Tempio di Ercole Vincitore A TIVOLI c.90/82 a.C., enorme: il piazzale porticato su tre lati era di 152x119m (500x390f), il culto di Ercole Vincitore era uno dei più importanti nel Lazio ed era protettore delle greggi transumanti. Il culto era originario di qui e venne importato a Roma in età tardo-repubblicana. Era sede di un oracolo basato come quello della Fortuna Prenestina sull'estrazione di sortes. Ciclopiche sostruzioni includevano la Via Tiburtina che lo attraversava in galleria. Il Tempio era peripteros sine postico di 42x25m (138x82f). Fu costruito sul sito di una villa repubblicana appartenente ai Cecilii Metelli grande il doppio del tempio e che lo comprendeva. Di fronte area teatrale ampia c.70m (230f)

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Fontana di Trevi

1732/51 Nicola Salvi (1697/1751), finita 1751/62 da Giuseppe Pannini (figlio del pittore Giovanni Paolo Pannini) dopo la morte nel 1751 del Salvi. Alimentata dall'Aqua Virgo acquedotto del 19 a.C. fatto costruire da Marco Agrippa. Sorgenti di Salone, all'altezza dell'ottavo miglio della Via Collatina verso la Via Tiburtina, nell'Ager Iucullanus tra Roma e Tivoli. Così chiamata forse perché viene da una zona conosciuta in passata come Trebium (casale) il cui toponimo è poi scomparso o forse perchè è posta alla confluenza di tre strade (Trevio o Treio) le attuali Via Poli, Via Crociferi e Via delle Muratte. L'acquedotto fu restaurato nel 1453 per Nicolò V Parentucelli (1447/55) da Leon Battista Alberti e Bernardo Rossellino che abbellirono l'antica mostra d'acqua posta sul lato E della piazza (dove inizia Via della Stamperia) con gusto rinascimentale. Progetti per rimodernare la fontana furono affidati a Giacomo Della Porta (1533/1602), Gian Lorenzo Bernini (1598/1680) e a Pietro Berrettini detto Pietro da Cortona (1596/1669) ma non si realizzarono. Il progetto di Bernini vide completate solo le fondamenta e un basamento e per fortuna non si distrusse la Tomba di Cecilia Metella che era stata destinata a fornire i materiali da costruzione. Clemente XI Albani (1700/21) fece restaurare l'acquedotto nel 1706 e Clemente XII Corsini (1730/40) indisse un concorso nel 1732 che fu vinto dal Salvi tra 16 progetti esposti al Quirinale, su insistenza del cardinale nipote Neri Corsini, pur essendo piaciuto al papa anche il progetto di Luigi Vanvitelli (1700/73). Inaugurata nel 1744 per Benedetto XIV Lambertini (1740/58) e definitivamente completata solo nel 1762 con le sculture per Clemente XIII Rezzonico (1758/69). Insiste su PALAZZO POLI già Palazzo Ceri - Gruppo "Oceano su cocchio a conchiglia con due tritoni e due cavalli alati" eseguito prima in stucco 1741 G.B. Maini, poi in marmo 1759/62 Pietro Bracci (1700/73), a d. "Salubrità" 1759/62 e a s. "Abbondanza" 1759/62 Filippo Della Valle (1698/1768) - Bassorilievi: a d. "Vergine che indica il luogo della sorgente" Andrea Bergondi, a s. "Agrippa che approva la costruzione dell'acquedotto" G.B. Grossi. In alto 4 statue allegoriche 1735 da s. "Abbondanza dei frutti" Agostino Corsini, "Fertilità dei campi" Bernardino Ludovisi, "Doni dell'autunno" Francesco Queirolo e "Amenità dei prati" Bartolomeo Pincellotti che fece anche l'apparato decorativo della scogliera. Iscrizione centrale con stemma di Clemente XII Corsini (1730/40) che la commissionò e ai lati rappresentazioni della "Fama" 1736 Paolo Benaglia - Gli elementi rococò della fontana (conchiglia di Oceano) sono interamente subordinati ad un forte disegno tardo barocco classico. Sulla d. della fontana è collocato un grande vaso, detto "asso di coppe", perché richiama la carta di questo seme, che si narra sia stato lì posto dal Salvi per disturbare la vista di un barbiere che, dalla bottega lì a fianco, criticava continuamente il suo lavoro. La tradizione di gettare le monetine nella fontana augurandosi di tornare a Roma è forse collegata con la tradizione romana scomparsa a fine 1800 della fontanella degli amanti: quando un giovane doveva partire da Roma veniva accompagnato dalla fidanzata alla Fontana di Trevi per fargli bere l'acqua con un bicchiere nuovo che poi, dopo il rito, veniva rotto. Ciò significava augurio di amore eterno. I soldi che vengono gettati ogni anno nell’acqua dai turisti (nel 2005 circa 900.000 euro) vengono dati alla Caritas diocesiana che li utilizza per opere di beneficenza tra cui un supermercato in cui possono andare a fare la spesa gratuitamente le persone più bisognose della città

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