Monday, October 19, 2009

Altre 2 risposte dettagliate a 2 domande fatte all'esame orale per guida turistica di Roma


S. Nicola in Carcere

(Via del Teatro Marcello)

Forse VII sec., sicuramente nota nel IX sec., facciata 1599 di Giacomo Della Porta (1533/1602), restaurata 1733 e nel 1808 da Giuseppe Valadier (1762/1839). Torre campanaria probabile resto delle fortificazioni dei Pierleoni - Inizio navata d. copia della "SS. Trinità" di Guercino (in S. Maria della Vittoria) eseguita da Costantino Brumidi (poi andò a Washington e dipinse per 25 anni il Campidoglio) che forse eseguì anche la copia della "Assunzione della Vergine" di Annibale Carracci (in S. Maria del Popolo) nella 1° cappella della navata sinistra. Navata centrale 10 riquadri "Storie di S. Nicola" 1865/66 Guido Guidi. Sul muro della navata d. "Madonna con Bambino" Antonio Aquili detto Antoniazzo Romano. Transetto d. "Monumento funebre del Card. G.B. Rezzonico" nipote di Clemente XIII Rezzonico (1758/69) Cristoforo Hewetson. CAPPELLA DEL ROSARIO (in fondo al transetto d.) affreschi ispirati all'Eucarestia di Giovanni Baglione (1566/1643). ABSIDE "Glorificazione di Cristo tra la Vergine e S. Nicola" Vincenzo Pasqualoni (allievo di Tommaso Minardi come Guido Guidi). Transetto s. "Ascensione di Gesù" c.1506 Lorenzo Costa. cappella della madonna di guadalupe "Madonna di Guadalupe" di anonimo portata dal Messico nel 1773 dai missionari gesuiti

TRE TEMPLI sotto e ai lati della chiesa: Tempio di Giano (forse) Caio Duilio durante la prima guerra punica (264/241 a.C.), restaurato nel 17 d.C. da Tiberio. A d. della chiesa, periptero esastilo senza postico, con 8 colonne rimaste nella fiancata destra e 2 di fronte - Tempio di Giunone Sospita 197 a.C., tutto sotto la chiesa, struttura attuale 90 a.C. per una Cecilia Metella, periptero ionico esastilo - Tempio della Speranza 260 a.C. (forse) da Atilio Calatino a s. della chiesa, periptero esastilo dorico con 6 colonne nel fianco sinistro (erano 11)

Area sacra di S. Omobono

(Vico Jugario)

Are sacrificali del VII/VI sec a.C. e zona su cui nel VI a.C. sorsero il Tempio della Mater Matuta dea della luce del mattino e della natalità, collegata alla frequentazione del vicino porto da parte di marinai e mercanti stranieri e il Tempio della Fortuna in relazione a Servio Tullio di cui era divinità protettrice per lo sviluppo dello scalo. Nei livelli più profondi materiali in ceramica dell'età del bronzo del 1300/1200 a.C. e materiali di importazione greca della metà del 700 a.C. Furono ricostruiti 1) da Camillo dopo la presa di Veio del 396 a.C., 2) da Marco Fulvio Flacco dopo la presa di Volsinii del 264 a.C. dalla quale portò 2000 statue di bronzo, 3) nel 212 a.C. dopo l'incendio del 213 del Foro Boario, 4) in età imperiale domizianea con rifacimenti traianei. Al centro dell'area tracce di un doppio arco quadrifronte forse la Porta Triumphalis attraverso cui i cortei entravano in città sul Vicus Iugarius subito dopo la Porta Carmentalis. Dall'altra parte del Vicus Iugarius c'è un Portichetto tardo-repubblicano forse il Porticus Triumphalis che portava dal Circo Flaminio alla Porta Triumphalis

Colonna dell'Immacolata

(Piazza di Spagna)

1856 Luigi Poletti per Pio IX Mastai-Ferretti (1846/78) che aveva pronunciato il dogma dell'Immacolata Concezione (non che la Madonna abbia concepito Gesù da vergine, come comunemente ed erroneamente si crede, ma che sia nata senza peccato originale) il 31 dicembre 1854. Fu scelto questo luogo perchè di fronte all'ambasciata spagnola, essendo stato la Spagna il paese che più si era adoperato per la definizione del dogma. La "Colonna in cipollino venato" è antica e fu trovata nel 1777 durante la costruzione del convento della chiesa di S. Maria della Concezione in Campo Marzio. Ogni 8 dicembre dal 1938 il papa fa porre dai vigili del fuoco una corona di fiori sulla statua della Madonna. Alta 29,23m (96f) compresa la Statua della Madonna di Giuseppe Obici che fece anche il gruppo di "4 Evangelisti" che sorreggono la statua di bronzo. Statue di profeti: "Mosè" Ignazio Jacometti, "David" Adamo Tadolini, "Isaia" Salvatore Revelli e "Ezechiele" Carlo Chelli. Bassorilievi: "Definizione del dogma" Pietro Galli, "Sogno di S. Giuseppe" Nicola Cantalamessa Papotti, "Incoronazione di Maria" Giovanni Maria Benzoni e "Annunciazione" Giuseppe Gianfredi


2 comments:

  1. Precisazione terminologica: non esiste il peccato "capitale", per la teologia cattolica esiste il peccato "originale", contratto dai progenitori Adamo ed Eva e poi trasmesso al genere umano: appunto quello da cui la Vergine fu concepita esente, secondo il dogma della Immacolata Concezione.
    Scusa la pedanteria, ma per chi ti ascolterà come guida, soprattutto se cattolico praticante, i termini hanno la loro importanza

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  2. Giustissimo! Grazie per la precisazione, anche se devo precisare a mia volta, visto che facciamo i "pedanti", che purtroppo il peccato capitale esiste e anzi ne esistono 7. Rimangono comunque, come da te correttamente precisato, altro dal peccato originale.

    Un saluto

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